Valutazione delle Condizioni Microclimatiche
L’indagine microclimatica viene svolta per verificare uno dei requisiti di salute e sicurezza dei luoghi di lavoro, così come previsto nel Titolo II Capo I dall’art.63 del D.Lgs. n°81 del 09/04/2008.
Nell’allegato IV al paragrafo dedicato al microclima si riporta:
Per quanto riguarda l’areazione dei luoghi di lavoro chiusi, al punto 1.9.1:
- “1.9.1.1. Nei luoghi di lavoro chiusi, è necessario far sì che tenendo conto dei metodi di lavoro e degli sforzi fisici ai quali sono sottoposti i lavoratori, essi dispongano di aria salubre in quantità sufficiente ottenuta preferibilmente con aperture naturali e quando ciò non sia possibile, con impianti di aerazione.”
- “1.9.1.3. Se sono utilizzati impianti di condizionamento dell’aria o di ventilazione meccanica, essi devono funzionare in modo che i lavoratori non siano esposti a correnti d’aria fastidiosa.”
Per quanto riguarda la temperatura dei locali, al punto 1.9.2:
- “1.9.2.1. La temperatura nei locali di lavoro deve essere adeguata all’organismo umano durante il tempo di lavoro, tenuto conto dei metodi di lavoro applicati e degli sforzi fisici imposti ai lavoratori.”
- “1.9.2.3. La temperatura dei locali di riposo, dei locali per il personale di sorveglianza, dei servizi igienici, delle mense e dei locali di pronto soccorso deve essere conforme alla destinazione specifica di questi locali.”
- “1.9.2.4. Le finestre, i lucernari e le pareti vetrate devono essere tali da evitare un soleggiamento eccessivo dei luoghi di lavoro, tenendo conto del tipo di attività e della natura del luogo di lavoro.”
- “1.9.2.5. Quando non è conveniente modificare la temperatura di tutto l’ambiente, si deve provvedere alla difesa dei lavoratori contro le temperature troppo alte o troppo basse mediante misure tecniche localizzate o mezzi di protezione.”
Per quanto riguarda l’umidità, al punto 1.9.3:
- “1.9.3.1. Nei locali chiusi di lavoro delle aziende industriali nei quali l’aria è soggetta ad inumidirsi notevolmente per ragioni di lavoro, si deve evitare, per quanto possibile, la formazione della nebbia, mantenendo la temperatura e l’umidità nei limiti compatibili con le esigenze tecniche.”
Criteri e metodologie di analisi
L’organismo umano tende a permanere in condizioni di equilibrio omeoterme, cioè a far si che:
- la potenza termica ceduta attraverso la sua superficie corporea uguagli la potenza termica assorbita dall’ambiente sommata a quella generata dai processi metabolici;
- la temperatura del nucleo corporeo si mantenga costante intorno a valori ottimali (indicativamente compresi nell’intervallo 36,7 ± 0,2 °C).
A tal fine, il corpo umano attiva determinati meccanismi di tipo fisiologico e di tipo comportamentale e può conseguire questo obbiettivo in condizioni ambientali anche estremamente diversificate e severe. Non sempre, tuttavia, le condizioni, di impegno fisico e di vestiario corrispondono ad un elevato livello di tutela dello stato di salute, di benessere e di prestazioni dell’individuo.
L’indagine è, quindi, mirata a valutare se le condizioni di tutela dello stato generale di salute dei lavoratori sono salvaguardate.
Le grandezze fondamentali per la determinazione della situazione termica dell’organismo nel suo complesso sono:
1) grandezze ambientali:
- temperatura dell’aria ta;
- temperatura media radiante tr;
- umidità relativa rh;
- velocità dell’aria Va.
2) grandezze personali:
- dispendio energetico metabolico M;
- resistenza termica del vestiario Icl.
Le grandezze ambientali vengono misurate con una stazione microclimatica a cui sono collegate delle sonde opportune, mentre le grandezze personali sono dedotte da opportune tabelle di riferimento.
Per i criteri di campionamento e di elaborazione dei dati si fa riferimento alle linee guida “Microclima, aerazione e illuminazione nei luoghi di lavoro” redatte dal Coordinamento Tecnico per la sicurezza nei luoghi di lavoro delle Regioni e delle Province autonome in collaborazione con Istituto Superiore per la Prevenzione E la Sicurezza del Lavoro (giugno 2006), ed inoltre alle seguenti norme tecniche:
- UNI EN ISO 13731:2004 – Ergonomia degli ambienti termici – Vocabolario e simboli;
- UNI EN ISO 7726:2002 – Ergonomia degli ambienti termici – Strumenti per la misurazione delle grandezze fisiche;
- UNI EN ISO 7730:2006 – Ergonomia degli ambienti termici – Determinazione analitica e interpretazione del benessere termico mediante il calcolo degli indici PMV e PPD e dei criteri di benessere termico locale;
- UNI EN ISO 8996:2005 – Ergonomia dell’ambiente termico – Determinazione del metabolismo energetico;
- UNI EN 27243:1996 – Ambienti caldi. Valutazione dello stress termico per l’uomo negli ambienti di lavoro, basata sull’indice WBGT (temperatura a bulbo umido e del globotermometro);
- UNI ENV ISO 11079:2001 – Valutazione degli ambienti freddi – Determinazione dell’isolamento richiesto dagli indumenti (IREQ).
Strumentazione utilizzata per le misurazioni
Per l’esecuzione delle misure viene utilizzata una stazione microclimatica con le seguenti sonde per l’acquisizione dei parametri necessari ad una corretta valutazione delle caratteristiche microclimatiche presenti nelle aree di lavoro:
- Multiacquisitore di grandezze ambientali a 11 ingressi BABUC/A modello BSA010;
- Sonda psicometrica a ventilazione forzata BSU102, costituita da due sensori Pt100, uno per la misura della temperatura a bulbo secco e l’altro per la misura della temperatura di bulbo umido, e sensore per la misura dell’umidità relativa e punto di rugiada;
- Sonda globotermometrica in rame nero opaco BST131, per la misura della temperatura radiante (Tg);
- Sonda per temperatura umida a ventilazione naturale BSU121, per la misura della temperatura di bulbo umido a ventilazione naturale (Tnw);
- Sonda anemometria a fili caldo per turbolenze BSV105 per la misura della velocità dell’aria (Va);
- Sonda a dispersione infrarossa BSO103.1 per la misura della concentrazione di anidride carbonica (0-3000 ppm).
Tali sonde vengono sistemate, fissate ad un opportuno supporto, in posizioni rappresentative delle condizioni in cui i lavoratori rispettivamente lavorano e riposano, per un periodo di tempo di almeno 30 minuti ed ad un’altezza pari a quella del torace del lavoratore stesso.