Valutazione dell’Esposizione alle Vibrazioni
Criteri generali per la valutazione del rischio di esposizione a vibrazioni meccaniche
Ai fini dell’art. 200 del D.Lgs. n° 81 del 09/04/2008 si intende per:
- Vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio: le vibrazioni meccaniche che, se trasmesse al sistema mano-braccio nell’uomo, comportano un rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori, in particolare disturbi vascolari, osteoarticolari, neurologici o muscolari;
- Vibrazioni trasmesse al corpo intero: le vibrazioni meccaniche che, se trasmesse al corpo intero, comportano rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, in particolare lombalgie e traumi del rachide.
Nel dettaglio, la stima del rischio, differenziata secondo le modalità di esposizione sinteticamente definite “mano-braccio” (hand arm) o “corpo intero” (whole body), può essere ottenuta riportando allo specifico contesto aziendale dati acquisiti da banche-dati di riconosciuta validità o attraverso la misurazione delle sollecitazioni vibratorie al punto di contatto tra la sorgente ed il corpo del soggetto esposto.
Nel caso di attività lavorative in cui l’esposizione di un lavoratore a vibrazioni meccaniche è abitualmente inferiore ai valori di azione, ma può occasionalmente superare il valore limite di esposizione, il datore di lavoro può richiedere la deroga al rispetto dei valori limite a condizione che il valore medio dell’esposizione calcolata su un periodo di 40 ore sia inferiore al valore limite di esposizione e dimostri, con elementi probanti, che i rischi derivanti dal tipo di esposizione cui è sottoposto il lavoratore sono inferiori a quelli derivanti dal livello di esposizione corrispondente al valore limite, come previsto dall’articolo 205 comma 2 del D.Lgs. n° 81 del 09/04/2008.
Criteri per la misura delle vibrazioni meccaniche sul campo
I criteri di riferimento per la misurazione delle vibrazioni prevedono l’esecuzione di rilievi in reali condizioni di lavoro, in postazioni di misura definite in base alle caratteristiche delle attrezzature utilizzate e delle lavorazioni svolte.
Le misure vanno eseguite con una durata significativa, in relazione alle caratteristiche delle attrezzature esaminate, della durata delle operazioni svolte e dei campi di frequenza indagati (mano-braccio o corpo intero), posizionando il sensore accelerometrico al punto di contatto tra sorgente di vibrazioni ed il corpo del lavoratore esposto.
Per quanto concerne le modalità di prelievo e di misurazione si è fatto riferimento all’Allegato XXXV commi A e B del D.Lgs. n°81 del 09/04/2008, alle “Linee guida per la valutazione del rischio da vibrazioni negli ambienti di lavoro” predisposte dall’ISPESL oltre che alle seguenti norme tecniche:
- UNI 9513:1989 “Vibrazioni e urti – Vocabolario”
- UNI EN ISO 8041:2005 “Risposta degli individui alle vibrazioni – Strumenti di misurazione”;
- UNI ISO 5347-0:1993 “Metodi per la taratura di trasduttori di urti e vibrazioni – Concetti di base” (ritirata il 05/12/2006 e non ancora sostituita);
- UNI ISO 5348:2007 “Vibrazioni meccaniche e urti – Montaggio meccanico degli accelerometri“;
- EN ISO 5349-1:2004 “Vibrazioni meccaniche – Misurazione e valutazione dell’esposizione dell’uomo alle vibrazioni trasmesse alla mano – Parte 1: requisiti generali”;
- EN ISO 5349-2:2004 “Vibrazioni meccaniche – Misurazione e valutazione dell’esposizione dell’uomo alle vibrazioni trasmesse alla mano – Parte 2: Guida pratica per la misurazione al posto di lavoro”;
- Serie UNI EN ISO 8662 “Macchine utensili portatili – Misurazione dell’esposizione sull’impugnatura”;
- UNI ISO 2631-1:2008 “Vibrazioni meccaniche e urti – Valutazione dell’esposizione dell’uomo alle vibrazioni trasmesse al corpo intero – Parte 1: Requisiti generali”;
- UNI/TR 11232-2:2007 Vibrazioni mano-braccio – Linee guida per la riduzione del rischio da vibrazioni – Parte 2: Misure di prevenzione sul posto di lavoro.
Identificazione delle attività rilevanti e dei gruppi omogenei di lavoratori – consultazione di banche dati
La metodologia operativa seguita nel caso specifico per provvedere alla valutazione dell’esposizione a vibrazione dei lavoratori è la seguente:
- incontro preliminare con il personale aziendale (R.S.P.P., medico competente, dirigenti e preposti) per l’identificazione dei lavoratori per i quali è necessario procedere alla stima del livello di esposizione a vibrazioni (identificazione nominativa o per gruppi omogenei, mansioni) e per la caratterizzazione delle attività svolte;
- selezione e verifica dei valori dalle banche dati disponibili e/o esecuzione delle misure vibrometriche.
- determinazione delle classi di esposizione dei lavoratori esposti, anche attraverso il calcolo del valore del parametro A(8) quando necessario.

In primo luogo, con il supporto dello staff del Servizio Prevenzione e Protezione, sono state prese in esame le varie attività aziendali al fine di individuare lavoratori la cui attività potrebbe determinare un’esposizione a vibrazioni meccaniche del corpo intero o del sistema mano braccio, in funzione del tipo di attrezzature o mezzi impiegati, ed in particolare attrezzature portatili o condotte a mano (compresi volanti) per l’esposizione del sistema mano-braccio e macchine operatrici o veicoli con operatore a bordo per l’esposizione del corpo intero.
Strumentazione utilizzata per le misurazioni
Per l’esecuzione dei rilievi viene utilizzata la seguente strumentazione:
- Fonometro integratore di precisione in real time Bruel & Kjaer mod. 2260
- Filtro per la misura delle vibrazioni sul corpo umano con fonometro Bruel & Kjaer mod. 2260 con certificato di conformità alla norma ISO 9001:2000 del 20 marzo 2006;
- Accelerometro triassiale OrthoShear DeltaTron mod. 4506 con certificato di calibrazione Bruel & Kjaer del 23 gennaio 2006;
- Cuscino accelerometrico Endevco 2560 triassiale Isotron, per misure su corpo intero mod. EE-0388 con certificato di calibrazione del 15 febbraio 2006, per ogni singolo asse di misura;
- Calibratore portatile per accelerometri Bruel & Kjaer 10 m/s2 RMS 1592 Hz, mod. 4294 con certificato di calibrazione del 20 marzo 2006;
- Clip di montaggio per accelerometri mod. WC0013;
- Base di montaggio mod. DB-3585;
La strumentazione su elencata è conforme ai requisiti della normativa adottata, nonché a quanto stabilito in UNI EN ISO 8041:2005 “Risposta degli individui alle vibrazioni – Strumenti di misurazione”, e viene periodicamente sottoposta a verifica di taratura presso laboratori esterni accreditati.
In ogni caso la taratura viene comunque controllata all’inizio ed alla fine delle misurazioni mediante un segnale campione emesso dal calibratore; la scelta della costante di tempo è stata di volta in volta effettuata secondo quanto prescritto dalle indicazioni di buona tecnica; di norma si ritiene adeguata una costante di tempo pari ad 1 secondo per i rilievi di tipo corpo intero ed una costante di tempo compresa tra 100 e 200 millisecondi per rilievi di tipo mano-braccio.
Per quanto riguarda le modalità di montaggio degli accelerometri sono verificate le seguenti condizioni per cercare di ottenere prestazioni ottimali:
- L’accelerometro e il suo fissaggio devono essere quanto più possibile rigidi e stabili (le superfici di contatto devono essere il più pulite e piane possibili);
- Il fissaggio di per se stesso deve introdurre minimi moti da distorsione (per esempio, i fissaggi simmetrici sono i migliori);
- La massa dell’accelerometro e del dispositivo di fissaggio deve essere piccola rispetto alla massa dinamica della struttura in esame;
- Il fissaggio dei cavi deve essere accurato in quanto cavi tesi possono produrre sollecitazioni nell’involucro.
Pertanto durante le misure sono utilizzati clip di montaggio per accelerometri e base di montaggio forniti dal costruttore, fissati, a seconda delle necessità, con l’utilizzo di nastro isolante, nastro biadesivo, colla metilcianoacrilato, e quando non sia possibile, tenuti a mano.