Valutazione del Grado di Illuminazione

Le misure vengono svolte in ottemperanza al Titolo II, Capo I del Decreto Legislativo n. 81 del 9 aprile 2008 riguardante il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sui luoghi di lavoro.

L’illuminazione di un ambiente di lavoro deve essere tale da soddisfare esigenze umane fondamentali quali:

  • buona visibilità: per svolgere in modo corretto una determinata attività, l’oggetto della visione deve essere riconosciuto in modo inequivocabile con facilità, velocità e precisione;
  • confort visivo: l’insieme dell’ambiente visivo deve soddisfare deve soddisfare esigenze di carattere fisiologico e psicologico;
  • sicurezza: le condizioni di illuminazione devono sempre consentire sicurezza e facilità di movimento nell’ambiente di lavoro.

L’adeguatezza dell’illuminazione negli ambienti di lavoro influenza lo stesso, modificando le prestazioni visive degli operatori.

L’illuminazione di un ambiente di lavoro deve fornire condizioni ottimali per lo svolgimento del compito visivo richiesto, anche quando si distoglie lo sguardo dal compito o per riposo o per variazione di attività. L’impressione visiva di un ambiente è influenzata dall’aspetto delle superfici degli oggetti visivi principali (compito visivo, arredi, persone..), del suo interno (pareti, soffitti, pavimenti, arredi, macchine..) e delle sorgenti di luce (finestre, lampade..).

La quantità di luce che cade sulle superfici influenza notevolmente la percezione visiva. La visione può essere resa difficoltosa da un difetto di illuminamento come anche da un eccesso in quanto possono insorgere fenomeni collaterali (es. abbagliamento) che disturbano e alterano la visione.

L’illuminamento dell’ambiente lavorativo, va correlato a quello presente nella zona del compito visivo e non deve presentare eccessive difformità all’interno del locale o tra ambienti comunicanti poiché il passaggio da zone scarsamente illuminate e zone illuminate può determinare abbagliamento o, nel passaggio inverso, creare difficoltà di adattamento visivo.

Nell’esecuzione di attività che comportino un elevato impegno visivo, l’incidenza delle differenti condizioni di illuminazione assume una rilevanza particolare, ed una scorretta gestione delle sorgenti luminose può determinare situazioni di rischio, anche significativo, per la vista e gli occhi degli operatori addetti alle singole lavorazioni. L’aumento del livello d’illuminazione determina un conseguente aumento dell’acuità visiva e della sensibilità al contrasto, ma un eccesso di luce riduce la stessa acuità visiva, quindi è necessario effettuare dei controlli al fine di evitare eccessi sia in un senso che nell’altro.

Secondo quanto previsto dall’art. 63 e dall’allegato IV al D.Lgs. 81/08 comma 1.10.1, a meno che non sia richiesto diversamente dalle necessità delle lavorazioni e salvo che non si tratti di locali sotterranei, i luoghi di lavoro devono disporre di sufficiente luce naturale. In ogni caso, tutti i predetti locali e luoghi di lavoro devono essere dotati di dispositivi che consentano un’illuminazione artificiale adeguata per salvaguardare la sicurezza, la salute ed il benessere del lavoratore.

Valutazione dell’Illuminazione

Per la valutazione dell’intensità luminosa, è utilizzato un luxmetro DELTA OHM modello HD2302.0 corredato di sonda DELTA OHM LP471 PHOT, campo di misura da 0,1 a 200.000 LUX.

La misurazione dell’illuminazione mediante luxmetro fornisce utili elementi di valutazione della quantità di luce che, provenendo direttamente o indirettamente dalle diverse sorgenti luminose, sia naturali che artificiali, è disponibile sui piani di lavoro. Tale quantificazione permette di valutare se l’illuminazione esistente consente di ottenere un adeguato equilibrio delle luminanze entro il campo visivo dell’operatore ai fini della riduzione dell’affaticamento visivo.