Valutazione Impatto Acustico e Rumore
Un rumore è generato dalla vibrazione di un corpo che viene trasmessa nell’aria attraverso delle onde di compressione e di rifrazione. La variazione della pressione delle onde di compressione e rarefazione fa oscillare le particelle dell’aria, il numero delle oscillazioni complete che avvengono in un secondo rappresentano la frequenza del suono.
Le onde sonore giungono all’orecchio umano esercitando una pressione su timpano. Le oscillazioni di questo ultimo mettono in moto una catena di oscillazioni che trasmettono le vibrazioni all’orecchio interno, costituito da una serie di canali e di camere chiamati “labirinto”, dove delle cellule cigliate immesse in un liquido trasformano le vibrazioni in segnali nervosi che vengono inviati al cervello.
L’orecchio umano è sensibile a tutti quei suoni che hanno una frequenza compresa tra i 20 e i 20000Hz, inoltre è estremamente sensibile a tutte quelle frequenze comprese tra 500 e 5000 Hz.
Criteri e Metodologie di Prelievo
Le misure fonometriche ci permettono di analizzare e quantificare il suono. Per la misurazione del rumore, o più generalmente del suono, sono utilizzati strumenti chiamati “fonometri”. Tali strumenti sono in grado di analizzare le caratteristiche degli eventi sonori, in modo all’incirca uguale all’orecchio umano, durante il loro svolgimento. Tale strumento, mediante un microfono, consente di determinare il livello sonoro prodotto nei vari punti dello spazio da una o più sorgenti. L’intensità del suono come fenomeno fisico si misura in decibel (dB).


I rilievi nei reparti produttivi vengono in genere effettuati per mezzo di fonometri integratore di precisione in real time che rientrano nella classificazione EN 60651 e EN60804, i filtri e i microfoni utilizzati sono conformi alle norme EN 61260 e EN 61094-1, EN 61094-2, EN 61094-3 e EN 6109-4.
Per le misure al perimetro il microfono viene orientato verso le fonti di rumore e dotato di cuffia antivento, montato su di un cavalletto regolato ad un’altezza variabile tra 1,5 e 5,0 metri dal piano calpestio, e posizionato ad una distanza di circa 1 metro dalla recinzione dello stabilimento e ad una distanza di circa 10 metri dal fonometro, mediante cavo di collegamento.
Per le misure in prossimità dei recettori (valutazione dei livelli di immissione) il microfono dotato di cuffia antivento viene orientato verso la sorgente montato su di un cavalletto regolato ad un’altezza variabile tra 2,0 a 3,0 metri dal piano calpestio posizionato ad una distanza di circa 1 metro dal muro di recinzione ad una distanza di circa 10 metri dal fonometro, mediante cavo di collegamento.
Le misure vengono effettuate da. tecnici competenti in acustica iscritti all’Albo Regionale del Piemonte secondo quanto riportato nel D.M del 16 marzo 1998, utilizzando adeguata strumentazione
I microfoni, montati su cavalletto, durante i prelievi, (onde evitare fenomeni di riflessione causati dalla presenza dell’operatore), vengono posizionati all’altezza del padiglione auricolare alla distanza di 0,1 m dalla testa degli addetti, registrando il segnale per circa due minuti.
Le misure sono state arrotondate a 0,5 dB. secondo quanto riportato nel D.M. del 16 marzo 1998. La calibrazione degli strumenti viene effettuata prima e dopo ogni serie di misure. Le misure si svolgono secondo quanto previsto nel D.Lgs.81/08. La velocità del vento viene rilevata mediante sonda anemometrica a filo caldo di platino collegata ad una centralina LSI modello BABUC/A.
Normativa di riferimento nella Valutazione dell’impatto acustico
- D.P.C.M. 1 marzo 1991 “Limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell’ambiente esterno”;
- Legge 26 ottobre 1995, n°447 “Legge quadro sull’inquinamento acustico”;
- D.P.C.M. 14 novembre 1997 “Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore”;
- D.M. 16 marzo 1998 “Tecniche di rilevamento e di misurazione dell’inquinamento acustico”;
- Legge Regionale 20 ottobre 2000 “Disposizioni per la tutela dell’ambiente in materia di inquinamento acustico”;
- Ministero dell’Ambiente circolare 6 settembre 2004 ”Applicabilità dei vali limite differenziali”.
Nell’ambito dei suddetti dispositivi normativi vengono definite le tecniche di misura del rumore ed i valori limite consentiti per le diverse tipologie di sorgenti acustiche in base alla classificazione del territorio comunale mostrata nella tabella seguente.
| Classe I | Aree particolarmente protette: rientrano in questa classe le aree nelle quali la quiete rappresenta un elemento di base per la loro utilizzazione; aree ospedaliere, scolastiche, aree destinate al riposo ed allo svago, aree residenziali rurali, aree di particolare interesse rbanistico, parchi pubblici ecc. |
| Classe II | Aree destinate ad uso prevalentemente residenziale: rientrano in questa classe le aree urbane interessate prevalentemente da traffico veicolare locale, con bassa densità di popolazione, con limitata presenza di attività commerciali ed assenza di attività industriali e artigianali. |
| Classe III | Aree di tipo misto: rientrano in questa classe le aree urbane interessate da traffico veicolare locale o di attraversamento, con media densità di popolazione, con presenza di attività commerciali, uffici, con limitata presenza di attività artigianali e con assenza di attività industriiali, aree rurali interessate da attività che impiegano macchine operatrici. |
| Classe IV | Aree di intensa attività urbana: rientrano in questa classe le aree urbane interessate da intenso traffico veicolare, con alta densità di popolazione, con elevata presenza di attività commerciali e uffici, con presenza di attività artigianali, le aree in prossimità di strade di grande comunicazione e di linee ferroviarie; le aree portuali, le aree con limitata presenza di piccole industrie. |
| Classe V | Aree prevalentemente industriali: rientrano in questa classe le aree interessate da insiediamenti industriali e con scarsità di abitazioni. |
| Classe VI | Aree eslusivamente industriali: rientrano in questa classe le aree esclusivamente interessate da attività industriali e prive di insediamenti abitativi. |
Tali limiti sono suddivisi in tre categorie:
- Valori limite di emissione;
- Valori limite di immissione;
- Valori limite differenziali di immissione.